Conferenza sulla PREVENZIONE nella Difesa Personale

Per la prima volta, una conferenza sul tema della PREVENZIONE nella Difesa Personale, condotta dal Dott. Marco Castrovillari, Istruttore di Armi e responsabile di valutazione comportamentale di persone condannate per reati di rapina.

In questa Conferenza il Dott. Castrovillari, con l’ausilio di video e immagini ufficiali della Polizia di stato ed altro materiale, ci aiuterà a comprendere le dinamiche della Difesa Personale, iniziando dalla parte più importante, cioè la PREVENZIONE, ossia tutto quello che avviene prima di qualunque attacco, scontro o diverbio che sia.

PUBBLICO DESTINATARIO
Tutti i cittadini che abbiano compiuto i 14 anni, particolarmente indicato per tutte quelle persone che lavorano in ambienti pubblici a contatto con persone estranee.

OBIETTIVI
Quando uno scontro è iniziato non si può dire “basta”, ormai è troppo tardi e allora bisognava PREVENIRE. Durante la conferenza verrà spiegato dove in genere chi vuole portare un attacco nasconde un’arma, quali sono i gesti automatici di chi si sente cacciatore, la cultura e la mentalità di chi è abituato ad “offendere”.

Attraverso i video e la guida del Dott. Castrovillari sarà tutto più chiaro e semplice e uscirete dalla Conferenza guardando la realtà in modo diverso.

LUOGO DI SVOLGIMENTO ED ORARI
Sabato 3 Marzo, 18.00-19.00, Palestra Spirito Guerriero, Via Mariano Semmola 39. Zona Cassia Giustiniana. Prenotazioni al 3663871088

Articolo 1. “Se uno ti vuole accoppare lo fa e basta”

Questa è una frase pronunciata da un ragazzo di una scuola romana che partecipava per la prima volta ad una nostra lezione di Difesa Personale.

Prevenire è meglio che difendersi?

Oppure, prevenire è già una forma di difesa?

Ci troviamo davanti a domande aperte, che devono fare i conti con la società di riferimento e la percezione di un possibile pericoloin un preciso momento storico.

Se ponessimo le domande di cui sopra a delle persone residenti in Israele, potrebbero rispondere diversamente da cittadini residenti a Copenaghen: due realtà profondamente diverse, innegabilmente influenzate da stili di vita e percezioni del pericolo differenti.

Quindi, come spesso accade per molti temi, cerchiamo di essere ragionevoli e riferirci al contesto italiano in questo preciso momento storico: non siamo in stato di guerra, tuttavia possiamo ritenere che la percezione del pericolo (a causa dell’attitudine di un evento a essere trasformato in notizia se segue la consuetudinaria linea bad news is a good news etc…) non sia certo ai minimi livelli. A ciò, aggiungiamo che la percezione è influenzata dalla nostra mente e dalla rappresentazione che abbiamo del mondo (parleremo di angoscia, paura e dell’essere guardinghi).

Secondo noi la prevenzione nella difesa personale, va qualificata come l’insieme di quelle nozioni e piccoli accorgimenti che hanno come obiettivo lo scongiurare od il sottrarsi ad un evento pericoloso o dannoso in termini di violenza fisica e, talune volte, anche verbale.

La pietra angolare di tutto il filone sulla prevenzione, è  che nulla è garantito.

Giocare col fuoco è pericoloso: ciò è palese, eppure molta gente ancora oggi è vittima del fuoco a seguito di condotte negligenti.

Se vi fosse la formula matematica per evitare che si consumi alcun tipo di violenza, sarebbe un mondo perfetto e, ovviamente, non vi sarebbe alcun bisogno di scrivere su questo argomento: la difesa personale non è scienza esatta.

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