Possiamo definire il Jeet Kune Do secondo la celebre frase “Usa il non metodo come metodo, avendo nessun limite come limite”: il Jeet Kune Do infatti non è una vera e propria arte marziale, ma un concetto, il concetto di semplicità, di efficacia e di economia delle energie: «un bravo combattente è colui che riesce sempre e comunque ad essere efficace, non importa che metodo usi, l’importante è ottenere il risultato prestabilito risparmiando più energia possibile.

JKD 3Il Jeet Kune Do è un atteggiamento specifico al combattimento, più che una semplice raccolta di tecniche prese da altri stili. Non vi sono colpi scorretti o vietati nel JKD. Non vi sono colpi diversi da altre arti marziali, semplicemente è diverso l’approccio al combattimento, l’allenamento che si deve effettuare, le strategie da applicare nello scontro. In nessun altro metodo di combattimento è così sempre importante la reale efficacia di ciò che si sta praticando.

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Per ottenere la massima efficacia Bruce Lee rivoluziona non solo il combattimento, ma sopratutto l’allenamento che deve fare un artista marziale. Le forme ad esempio scompaiono, e prende invece importanza un addestramento fisico mirato a sviluppare forza e velocità. Lo sparring diventa fondamentale, essendo l’unica via per provare davvero quello che si sta studiando. Solo combattendo si impara a combattere, e si abitua il cervello alle giuste e tempestive reazioni nervose. Da un punto di vista strettamente tecnico vi sono regole prese dalla boxe e boxe cinese, Wing Chung, e dalla scherma.

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Principi come l’economia, o il tenere gli arti forti avanzati, lo studio delle varie distanze di combattimento e i tempi che implicano, il portare il colpo da posizione statica, senza aggiustamenti o preparazioni che “telefonerebbero” la tecnica. L’enorme importanza attribuita al Jab, che può raggiungere la maggiore velocità ed esplosività.

Tantissimi sono gli elementi presi in considerazione da Bruce Lee, con un atteggiamento sempre originale e intelligente, da chi il combattimento lo vede nella sua forma prima: lotta estrema. Parlando di Bruce Lee e non si può sorvolare sulle straordinarie qualità atletiche che possedeva. Ovviamente pochi possono raggiungerle, ma il JKD non si nasconde dietro un dito: il fisico conta. E una buona preparazione atletica, con esercizi specifici mirati alle varie doti, serve sempre.

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Serve anche un atteggiamento creativo, e mai meccanico al combattimento, e questo si raggiunge cambiando spesso avversari in sparring, imparando quindi ad adattarsi a situazioni sempre diverse.
Le regole di base:
1) Rigorosa economia strutturale nell’attacco e nella difesa.
2) Armi versatili, calci e pugni sferrati senza attenersi ai metodi per evitare parzializzazioni.
3) Ritmo spezzato, mezzo ritmo, e ritmo intero, o ritmo di tre quarti (ritmo del jkd nell’attacco e nel contrattacco).
4) Allenamento di potenziamento e allenamento scientifico supplementare
5) Movimenti diretti, il ”movimento diretto del jkd” in attacchi e contrattacchi sferrati dalla posizione di partenza.
6) Tronco mobile e lavoro di gambe disinvolto.
7) Irrobustimento dell’intero organismo (allenamento totale e allenamento mediante contatto, su bersagli mobili)

Ti aspettiamo per un’efficace lezione di prova!

Jeet Kune Do
Mercoledì 21.00-22.30

Sabato 13.00-14.30

Il corso di Introduzione al Jeet Kune Do si svolge il
mercoledì 20.00-21.00
sabato 12.00-13.00

Per chi non ha mai praticato Arti Marziali o vuole ben studiare le basi del Jeet Kune Do si inizia con il livello 1, ossia l’introduzione.

La differenza principale tra l’introduzione e il corso vero e proprio sta nell’assenza di combattimento e nell’uso delle armi (pugnale, bastone e nunchaku) che si studieranno solo al corso di Jeet Kune Do.

In ultimo, il periodo di allenamento nell’introduzione prima di passare al Jeet Kune Do è di circa 3 mesi.