Il rinnovato interesse per le Arti Marziali con Armi

DA CASSIABLOG

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Intervista a “Dog” Marco Castrovillari

Arti marziali medioevali, scherma storica, arti marziali filippine e del sud est asiatico, Real Contact Stick Fighting… . Il fascino e lo studio delle arti marziali con armi, si impone con il rinnovato interesse di persone di ogni età. In questa intervista, cercheremo di capirne di più con un istruttore che si occupa di combattimento armato.

Ciao Marco, che arte marziale insegni?

Sono un praticante ed istruttore di arti marziali filippine (AMF). Le AMF -fortemente influenzate dalla dominazione spagnola dell’arcipelago- sono notorie per la loro specificità nell’utilizzo di lame corte e lunghe, stessa cosa dicasi per le armi da impatto (palm stick e bastoni di varia lunghezza). Tuttavia, sfato il mito che le AMF siano focalizzate solo sul combattimento armato: basti pensare che vi è un nutrito repertorio di tecniche a mano nuda, dalla parte boxata a quella lottatoria, che si integrano anche nel combattimento armato.

La “componente occidentale” è un elemento ben presente nelle AMF: è per questo che mi piace dire di insegnare “combattimento armato”, specificando poi -in seconda battuta- di quali tipi di armi trattasi.

Io stesso, pratico il Real Contact Stick Fighting (combattimento di bastone a contatto pieno): disciplina che trae ispirazione dalle AMF ma che, tuttavia, all’interno prevede un nutrito campo che attinge da diversi stili di combattimento. Studio sotto l’egida guida di due maestri, Benjamin “Lonely Dog” Rittiner ed Ivan “Kuma Dog” Reboli. Sono davvero molto grato per avere loro due come guide, sono persone eccezionali: dal punto di vista umano, tecnico e strategico. Inoltre             -anche se non propriamente “maestro”- reputo qualsiasi persona con la quale io decida di combattere, un’insostituibile chiave d’apprendimento.

 

Secondo te, perché la gente sceglie sempre più di praticare arti marziali dove si studia il combattimento armato?

Le persone, come in ogni cosa nella vita, sono animate da diversi tipi di motivazione.

Generalmente, le arti marziali e sport da combattimento sono stati associati all’oriente (a causa, principalmente dell’industria cinematografica). Da qualche tempo sembra che la gente, per x motivi (ancora una volta, anche cinematografici) abbia una naturale tendenza a ricercare un combattimento armato che abbia radici occidentali: si pensi a famose serie TV come Vikings, Game of Thrones, Spartacus… . Per altri, invece, si dice che l’approccio/contatto con le armi sia un qualcosa di atavico o -più semplicemente-  un quid legato alla curiosità, oppure ad una necessità (si pensi alle forze dell’ordine) o, ancora, al puro divertimento.

Come si svolgono i combattimenti in siffatti tipi di arti marziali?

Dipende dai regolamenti. Mille teste, mille idee: per me, nessuna è migliore delle altre.

Nei Dog Brothers, di cui faccio parte, si combatte con una maschera da scherma, guantini da hockey su prato ed eventuali gomitiere non rigide ed, eventualmente, con ginocchiere.

Il combattimento, che può evolversi in ogni distanza (anche a terra) si svolge sui due minuti: non si vince nulla, semmai, si dice che una persona ha dominato il combattimento o meno.

Sostanzialmente, viene vista come un’esperienza dove si ha l’opportunità di progredire grazie al combattimento con un opponente, col quale dopo                       -naturalmente- viene a crearsi un legame molto forte. Non vi è alcun arbitro e giudici di gara: quindi, non si delega alcuna responsabilità a nessuno. Vi è un accordo tra i combattenti: nessuno farà causa ad alcuno per qualsivoglia motivo, ognuno è responsabile solo per se stesso, unica regola è essere amici alla fine della giornata. Nei Dog Brothers ho trovato un altissimo fair play, a dispetto dell’impegnativa e, spesso, estenuante natura dei combattimenti. Si combatte con bastone singolo, bastone doppio, bastone lungo, frusta, scudo e bastone etc… . Il combattimento avviene quindi all’interno di uno spazio rituale ma deve essere interpretato nell’ottica degli attributi necessari per la “vita reale”.  Ad esempio, una delle ragioni per cui il doppio bastone viene studiato è lo sviluppo della bilateralità (l’abilità di muoversi in tutte le direzioni sia in guardia destra che sinistra e cambiando continuamente ed in modo fluido, la posizione di guardia in combattimento), un’ attitudine necessaria nel combattimento contro più avversari.

Cosa che ci tengo a sottolineare è che nella Dog Brothers Martial Arts,  non si è obbligati a combattere: si può praticare, senza alcuna altra pretesa se non quella di apprendere tecniche e drills senza dover fare sparring, ad esempio.

Specifico che, per quanto riguarda i combattimenti con armi da taglio, si utilizzano lame in alluminio: senza filo e punta.

Dog Brothers e Dog Brothers Martial Arts sono la stessa cosa?

Dog Brothers Martial Arts è il sistema formato da più stili fondato da Punong Guro Marc “Crafty Dog” Denny. Esso si basa principalmente sulle AMF (Inosanto, Pekiti Tirsia e Lameco con altri ancora) integrate con pugilato, lotta (nella foto di fianco: armbar eseguito durante una fase del combattimento armato – ndr), muay thai e krabi krabong. Il combattimento nel sistema é testato principalmente attraverso il Real Contact Stick Fighting durante i c.d. gathering of the pack ovvero i raduni del branco, nelle modalità che ho elencato nella risposta alla precedente domanda. Le qualità che si cercano di sviluppare e di testare nello “spazio rituale” vengono quindi sempre considerate nell’ottica del mondo e della vita real. La Dog Brothers Martial Art é un sistema sia per praticanti  che per combattenti: è possibile studiare e praticare senza sentirsi obbligati a combattere. Molti lo fanno, anzi la maggior parte. Una delle missioni del sistema é “aiutare le persone a camminare come guerrieri per tutta la vita“, a dispetto della propria età biologica e/o delle proprie condizioni relative alla preparazione fisica e a prescindere dalla situazione (sul tatami, a lavoro, nella vita di tutti i giorni).

 

Qual è la lezione più importante che hai imparato dalle arti marziali svolte con armi?

Saper distinguere tra il gioco, lo sparring, il combattimento rituale ed il combattimento reale.

Un esempio pratico: davanti ad un vero coltello puntato nella vita reale, a seconda dello scenario, scapperei senza pensarci due volte. Non credo nei disarmi delle armi da taglio, allo stesso tempo, rispetto chi la pensa diversamente da me.

Le persone interessate alla pratica delle arti marziali con armi, dove possono trovarti?

Presso le due sedi di Spirito Guerriero a Roma:

  • Via Mariano Semmola, 48 (zona Cassia La Giustiniana);
  • Vicolo di Monte Arsiccio, 1 (zona via Trionfale Ottavia).

 

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