Lezione difesa Personale

🔥Se ti aggrediscono sai cosa fare?
 
👊 in caso di attacco fisico o verbale che sia?
 
Sai gestire rabbia, paura e violenza?
 
Forse no!
 
💪 I nostri corsi ti aiutano in questo!
 
☯️ Scopri la difesa Personale mercoledì 5 Dicembre ore 20.00 in occasione della lezione gratuita promossa da Spirito Guerriero!

La sicurezza e difesa personale

Sei un avvocato?
Hai un negozio? 
Lavori a contatto con il pubblico? 
Ti trovi spesso in viaggio con persone che non conosci o frequenti spesso luoghi nuovi?
Devi sapere che molte aggressioni capitano quando sei al di fuori della tua zona di comfort… 
Cioè quando non sei con i tuoi amici abituali, con i tuoi familiari o quando frequenti posti nuovi che possono nascondere insidie, di cui tu non sapevi nulla. 
I nostri corsi di Difesa Personale nascono per aiutare le persone ad essere più attente, a riconoscere le situazioni di pericolo ed attuare le giuste azioni. 

Insegniamo a uomini e donne, ma anche ragazzi/e le tecniche per:

1. Prevenire tali SITUAZIONI NEGATIVE
2. Opporre la GIUSTA REAZIONE

FALSO MITO

Ho fatto arti marziali quindi mi so difendere -> SBAGLIATO -> aver fatto Arti Marziali non implica che tu sappia difenderti e nessun Maestro e nessun sistema può darti questa sicurezza. 

4 consigli pratici che puoi utilizzare dopo aver letto questo post :

1- postura e andatura: cerca di stare dritto con le spalle basse e il petto in fuori e mentre cammina assumi un “tono regale”, incendi con passo calmo e deciso, ad ogni passo che fai cerca di sentirti in perfetto equilibrio; l’eccessiva velocità denota ansia o paura.
2- atteggiamento: il predatore cerca la preda facile, per questo devi apparire “invulnerabile”, come se recitassi la parte del tuo supereroe preferito. Ti sembrerà una stupidata ma il nostro cervello manda continui segnali al corpo e se ti immedesimi in una persona forte, assumerai un aspetto più deciso.
3- gestione degli spazi e delle distanze: esiste una zona che definiamo safety zone entro la quale devi fare entrare solamente le persone di cui ti fidi: mariti, fidanzati, figli, non gli estranei. 
Viene definita area intima (quella circonferenza nella quale il vostro corpo è il centro e il raggio misura circa 45 cm.). 
4- sguardo: non fissate negli occhi troppo a lungo un estraneo, in etologia la scienza che studia il comportamento degli animali, è un segno di sfida. Nel caso siate voi a essere fissati da un estraneo non abbassate lo sguardo, sarebbe un segno di sottomissione, ma spostate lo sguardo lateralmente alla stessa altezza.
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Il rinnovato interesse per le Arti Marziali con Armi

DA CASSIABLOG

Www.cassiablog.it

Intervista a “Dog” Marco Castrovillari

Arti marziali medioevali, scherma storica, arti marziali filippine e del sud est asiatico, Real Contact Stick Fighting… . Il fascino e lo studio delle arti marziali con armi, si impone con il rinnovato interesse di persone di ogni età. In questa intervista, cercheremo di capirne di più con un istruttore che si occupa di combattimento armato.

Ciao Marco, che arte marziale insegni?

Sono un praticante ed istruttore di arti marziali filippine (AMF). Le AMF -fortemente influenzate dalla dominazione spagnola dell’arcipelago- sono notorie per la loro specificità nell’utilizzo di lame corte e lunghe, stessa cosa dicasi per le armi da impatto (palm stick e bastoni di varia lunghezza). Tuttavia, sfato il mito che le AMF siano focalizzate solo sul combattimento armato: basti pensare che vi è un nutrito repertorio di tecniche a mano nuda, dalla parte boxata a quella lottatoria, che si integrano anche nel combattimento armato.

La “componente occidentale” è un elemento ben presente nelle AMF: è per questo che mi piace dire di insegnare “combattimento armato”, specificando poi -in seconda battuta- di quali tipi di armi trattasi.

Io stesso, pratico il Real Contact Stick Fighting (combattimento di bastone a contatto pieno): disciplina che trae ispirazione dalle AMF ma che, tuttavia, all’interno prevede un nutrito campo che attinge da diversi stili di combattimento. Studio sotto l’egida guida di due maestri, Benjamin “Lonely Dog” Rittiner ed Ivan “Kuma Dog” Reboli. Sono davvero molto grato per avere loro due come guide, sono persone eccezionali: dal punto di vista umano, tecnico e strategico. Inoltre             -anche se non propriamente “maestro”- reputo qualsiasi persona con la quale io decida di combattere, un’insostituibile chiave d’apprendimento.

 

Secondo te, perché la gente sceglie sempre più di praticare arti marziali dove si studia il combattimento armato?

Le persone, come in ogni cosa nella vita, sono animate da diversi tipi di motivazione.

Generalmente, le arti marziali e sport da combattimento sono stati associati all’oriente (a causa, principalmente dell’industria cinematografica). Da qualche tempo sembra che la gente, per x motivi (ancora una volta, anche cinematografici) abbia una naturale tendenza a ricercare un combattimento armato che abbia radici occidentali: si pensi a famose serie TV come Vikings, Game of Thrones, Spartacus… . Per altri, invece, si dice che l’approccio/contatto con le armi sia un qualcosa di atavico o -più semplicemente-  un quid legato alla curiosità, oppure ad una necessità (si pensi alle forze dell’ordine) o, ancora, al puro divertimento.

Come si svolgono i combattimenti in siffatti tipi di arti marziali?

Dipende dai regolamenti. Mille teste, mille idee: per me, nessuna è migliore delle altre.

Nei Dog Brothers, di cui faccio parte, si combatte con una maschera da scherma, guantini da hockey su prato ed eventuali gomitiere non rigide ed, eventualmente, con ginocchiere.

Il combattimento, che può evolversi in ogni distanza (anche a terra) si svolge sui due minuti: non si vince nulla, semmai, si dice che una persona ha dominato il combattimento o meno.

Sostanzialmente, viene vista come un’esperienza dove si ha l’opportunità di progredire grazie al combattimento con un opponente, col quale dopo                       -naturalmente- viene a crearsi un legame molto forte. Non vi è alcun arbitro e giudici di gara: quindi, non si delega alcuna responsabilità a nessuno. Vi è un accordo tra i combattenti: nessuno farà causa ad alcuno per qualsivoglia motivo, ognuno è responsabile solo per se stesso, unica regola è essere amici alla fine della giornata. Nei Dog Brothers ho trovato un altissimo fair play, a dispetto dell’impegnativa e, spesso, estenuante natura dei combattimenti. Si combatte con bastone singolo, bastone doppio, bastone lungo, frusta, scudo e bastone etc… . Il combattimento avviene quindi all’interno di uno spazio rituale ma deve essere interpretato nell’ottica degli attributi necessari per la “vita reale”.  Ad esempio, una delle ragioni per cui il doppio bastone viene studiato è lo sviluppo della bilateralità (l’abilità di muoversi in tutte le direzioni sia in guardia destra che sinistra e cambiando continuamente ed in modo fluido, la posizione di guardia in combattimento), un’ attitudine necessaria nel combattimento contro più avversari.

Cosa che ci tengo a sottolineare è che nella Dog Brothers Martial Arts,  non si è obbligati a combattere: si può praticare, senza alcuna altra pretesa se non quella di apprendere tecniche e drills senza dover fare sparring, ad esempio.

Specifico che, per quanto riguarda i combattimenti con armi da taglio, si utilizzano lame in alluminio: senza filo e punta.

Dog Brothers e Dog Brothers Martial Arts sono la stessa cosa?

Dog Brothers Martial Arts è il sistema formato da più stili fondato da Punong Guro Marc “Crafty Dog” Denny. Esso si basa principalmente sulle AMF (Inosanto, Pekiti Tirsia e Lameco con altri ancora) integrate con pugilato, lotta (nella foto di fianco: armbar eseguito durante una fase del combattimento armato – ndr), muay thai e krabi krabong. Il combattimento nel sistema é testato principalmente attraverso il Real Contact Stick Fighting durante i c.d. gathering of the pack ovvero i raduni del branco, nelle modalità che ho elencato nella risposta alla precedente domanda. Le qualità che si cercano di sviluppare e di testare nello “spazio rituale” vengono quindi sempre considerate nell’ottica del mondo e della vita real. La Dog Brothers Martial Art é un sistema sia per praticanti  che per combattenti: è possibile studiare e praticare senza sentirsi obbligati a combattere. Molti lo fanno, anzi la maggior parte. Una delle missioni del sistema é “aiutare le persone a camminare come guerrieri per tutta la vita“, a dispetto della propria età biologica e/o delle proprie condizioni relative alla preparazione fisica e a prescindere dalla situazione (sul tatami, a lavoro, nella vita di tutti i giorni).

 

Qual è la lezione più importante che hai imparato dalle arti marziali svolte con armi?

Saper distinguere tra il gioco, lo sparring, il combattimento rituale ed il combattimento reale.

Un esempio pratico: davanti ad un vero coltello puntato nella vita reale, a seconda dello scenario, scapperei senza pensarci due volte. Non credo nei disarmi delle armi da taglio, allo stesso tempo, rispetto chi la pensa diversamente da me.

Le persone interessate alla pratica delle arti marziali con armi, dove possono trovarti?

Presso le due sedi di Spirito Guerriero a Roma:

  • Via Mariano Semmola, 48 (zona Cassia La Giustiniana);
  • Vicolo di Monte Arsiccio, 1 (zona via Trionfale Ottavia).

 

FURTI SOTTO L’OMBRELLONE

I furti nelle spiagge e nelle piscine aumentano durante l’intensa stagione delle vacanze.
Persone cariche di 
entusiasmo e voglia di rilassarsi rappresentano un’opportunità per il mercato dei ladri.
Si lasciano portafogli, telefoni cellulari, macchine fotografiche o altri oggetti di valore un po’ troppo in balia degli eventi: ciò, spesso, sul falso presupposto che la spiaggia e/o la piscina siano di default degli ambienti piuttosto sicuri, frequentati solo da gente onesta.
Alcuni sono abbastanza accorti da celare i loro oggetti di valore sotto un asciugamano.
Va da sé che uno dei metodi principali per la sicurezza dei nostri beni è, come da acclarata consuetudine, lasciare che un amico/a sorvegli le nostre cose quando – ad esempio – andiamo a fare un bagno in piscina (ma, nota esempio 2).

3 CONSIGLI PER TUTELARE I NOSTRI BENI IN SPIAGGIA O IN PISCINA:

1. CUSTODIA IMPERMEABILE DA SPIAGGIA A PROVA D’ACQUA: conserva i piccoli oggetti necessari, come la chiave dell’auto, i contanti e le carte di credito e persino il tuo telefono o tablet in una custodia impermeabile (possibilmente non trasparente: al fine di oscurarne
il contenuto a terzi) che puoi portare come piccolo zaino o, addirittura, intorno al collo.
Pensa che potrai andare in acqua, ad esempio, con il tuo telefono ma assicurati che la tua custodia impermeabile sia fissata al tuo corpo il più vicino possibile in modo che un’onda non la porti via;

 


2. OCCHIO ALL’ ESCA, I BORSEGGIATORI NON AGISCONO MAI DA SOLI
Mario e Carlo sono in 
una spiaggia mediamente affollata a prendere il sole. Carlo decide di andare a farsi una bella nuotata, sicché chiede giustamente al compare di sorvegliare il suo marsupio (con smartphone e chiavi della macchina, ad esempio).
Mario, addetto alla “custodia” come 
potrebbe accadere ad ognuno di noi, viene raggiunto da una donna (che non conosce) con le mani nei capelli, in stato di apprensione, che chiede se ha visto un bambino che girava
da solo nei paraggi, il figlio. Mario, coinvolto emotivamente dal racconto della signora, inizia a guardarsi intorno per darle una mano e, errore che pagherà caro, lascia per un solo attimo il marsupio di Carlo incustodito sul suo asciugamano da spiaggia. Un complice della “falsa madre” entra in azione e sottrae il tutto a Mario, ai danni del povero Carlo. Come sempre, non dobbiamo essere paranoici ma, piuttosto, guardinghi.

3. NON PORTARE COSE DI VALORE IN SPIAGGIA
per quanto possibile: utilizzate la cassaforte 
della vostra stanza o la reception dell’hotel per far custodire gli oggetti più costosi (si pensi ad un costoso laptop, tablet etc…).
Lì saranno sicuramente più al sicuro.

Non mi stancherò mai di sottolineare che, qualora notaste qualcosa di sospetto nella spiaggia, chiamate senza indugi il 112 e 113. Polizia e carabinieri hanno spesso delle pattuglie nelle spiagge.

 

 

 

 

Articolo a cura del Dr. Marco Castrovillari
specializzato nel combattimento armato e lotta corpo a corpo
Le sue conoscenze gli permettono di collaborare con il Dr. Antonio La Salandra, già formatore della guardia svizzera pontificia e di essere contattato nel territorio nazionale per corsi di auto difesa.
CONTATTI
– Cell. 3207769921 – Email [email protected]


Spirito Guerriero, la prima scuola di Arti Marziali a Roma Nord, propone più di 15 differenti corsi per tutte le età, potendo scegliere anche lezioni private in orari e giorni da concordare.

La Difesa Personale è un ambito di applicazione e studio delle tecniche specifico e molto diverso come preparazione e obiettivi, rispetto ai classici corsi di Kick Boxing o Karate.

La nostra Difesa Personale tratta di prevenzione, strategie, tecniche e preparazione atletica per affrontare uno scontro da strada dove non ci sono guantoni e arbitri.”

4 regole da seguire quando prelevi al Bancomat

PRELEVARE AL BANCOMAT (ATM)

E’ necessario che i clienti ATM considerino, il più sapientemente possibile, l’ambiente attorno a ogni sportello automatico e varie procedure per rimanere al sicuro quando si utilizza un bancomat.

I criminali selezionano le loro vittime e bersagli, concentrandosi sulla persona che si mostra distratta e/o impreparata nel gestire un’operazione all’ATM.
L’atteggiamento sicuro e guardingo che mostriamo e trasmettiamo al prossimo, possono avere un enorme effetto deterrente  sui potenziali criminali.


 Ecco 4 regole da seguire quando prelevi al Bancomat

  1. Scegli un ATM sicuro: che non sia in un luogo isolato, non scegliere un bancomat all’angolo di un edificio. Gli angoli creano un’area cieca nella prossimità della transazione del cliente all’ATM. Scegli un bancomat situato vicino ad un edificio.
    Un bancomat più lontano dall’angolo riduce l’elemento sorpresa di un assalitore e aumenta l’effettivo tempo di reazione da parte dell’utente;
  2. Non lasciare le chiavi della macchina nell’automobile durante l’operazione, non farti distrarre dalle chiacchiere e/o preoccupazioni della gente che ti ronza intorno;
  3. Cammina mostrando fiducia in te stessa/o, dai l’impressione di essere totalmente consapevole di ciò che ti circonda: cammina a testa alta, e osserva, seppur velocemente, l’ambiente e la gente che ti circonda.
    Lancerai un messaggio chiaro: sono una persona sicura e, qualsiasi cosa succeda, vi ho già visti e sarei in grado di ricostruire i tratti fisionomici di uno o più individui;
  4. Tieni la tua carta pronta all’uso e, una volta all’ATM non perdere secondi preziosi nel cercarla nelle tasche, borsa etc…
    I criminali tendono ad evitare le persone che hanno questo tipo di comportamento: un piano di successo, dal loro punto di vista, deve essere veloce ed avere ad oggetto una persona distratta o poco consapevole;

Segui il tuo istinto, sempre. Questa è una delle regole più importanti. Se ritieni, per qualsiasi motivo, fosse anche solo una leggera sensazione, di essere in pericolo, non esitare neanche un secondo ad andare via dall’ATM ed entrare nel bar o attività commerciale più vicina. Non avere remore o vergogna a chiedere ad un commesso di accompagnarti all’automobile e stare con te finché non hai chiuso gli sportelli pronta/o a muoverti verso casa.

Ricorda che la tua sicurezza personale è la prima priorità.

A cura del Dr. Marco Castrovillari

Spirito Guerriero, la prima scuola di Arti Marziali a Roma Nord, propone più di 15 differenti corsi per tutte le età, potendo scegliere anche lezioni private in orari e giorni da concordare.

La Difesa Personale è un ambito di applicazione e studio delle tecniche specifico e molto diverso come preparazione e obiettivi, rispetto ai classici corsi di Kick Boxing o Pugilato.

La nostra Difesa Personale tratta di prevenzione, strategie, tecniche e preparazione atletica per affrontare uno scontro da strada dove non ci sono né guantoni né arbitri.”

5 consigli se sei in macchina (a Roma)

 Lo sanno tutti, soprattutto chi abita a Roma nord, lungo la Cassia
è un fatto che non ha bisogno di essere dimostrato: in automobile, nel traffico o meno, è molto facile che gli animi si scaldino per un nonnulla.
Si arriva ad utilizzare delle metafore non proprio educatissime per apostrofare qualcuno e se abbiamo i finestrini  e le portiere chiusi, il tutto potrebbe nascere e morire lì.

Tuttavia, piccole frustrazioni ed una certa dose di stress quotidiano possono essere alleati di una malsana aggressività al volante, e si può arrivare sino al rischio di interrompere una litigata solo con l’arrivo di un’ambulanza e/o delle forze dell’ordine.

4 motivi che potrebbero farti arrabbiare quando guidi:

  1. se ti tagliano la strada;
  2. se qualcuno vicino a te suona insistentemente il clacson;
  3. se ti puntano le luci abbaglianti in modo costante;
  4. se ti fanno dei gesti sgraditi da altri veicoli;

Ora daremo 5 consigli UTILI per EVITARE SPIACEVOLI SITUAZIONI CHE POTREBBERO PORTARE AD UNO SCONTRO VERBALE E POI FISICO

  1. evitate gesti d’insulto e/o un contatto visivo prolungato con l’altro automobilista;
  2. non bloccate gli incroci importanti (esempio: accesso ad uffici pubblici, ospedali etc…) anche per una breve sosta;
  3. se qualcuno vi segue dopo un diverbio, andate alla più vicina stazione di polizia o caserma dei carabinieri;
  4. se siete in compagnia, approfittate di essa per non essere sopraffatti da attacchi di rabbia, godendo della presenza di un amico al lato del passeggero e della possibilità di fare due chiacchiere con lui;
  5. Usate il clacson quando necessario, non come un’ ”arma”;


Dunque, ai fini della prevenzione nella difesa personale è sempre cosa giusta evitare che si verifichino eventi di aggressione verbale e/o fisica nei nostri confronti.

Dobbiamo ricordarci che spesso il verificarsi di eventi aggressivi nei nostri confronti potrebbe dipendere dalle nostre azioni od omissioni.

A cura del Dr. Marco Castrovillari

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6 strategie di Difesa Personale per Natale

Auguri a tutti e nel frattempo..

6 STRATEGIE PER NATALE

 

1. NUOVI LUOGHI: se, per esempio, siete invitati a cena da amici che conoscete ma presso una destinazione mai raggiunta prima, pianificate in precedenza il percorso anche qualora doveste disporre di un navigatore satellitare;

2. ATTENZIONE AL DRINK: se siete ad una festa con amici ma ospitati da terze persone o soggetti (es.: luoghi aperti al pubblico) , siate guardinghi rispetto al posizionamento del vostro drink, non perdetelo mai di vista;

3. AL PERCHEGGIO SENZA OSTACOLI: avete appena comprato gli ultimi regali, siete eccitati all’idea che farete contenti i vostri parenti e/o amici: bene, prima ancora di uscire dall’esercizio commerciale preparate le chiavi della macchina nella vostra mano dominante (quella con la quale scrivete, per intenderci) così da non perdere tempo con buste, tasche e borse al momento di accedere alla vostra automobile (momento propizio per l’approccio da parte di presunti malintenzionati);

4. SUI MEZZI PUBBLICI: specialmente nei mezzi pubblici, siate sempre coscienti di chi è nella vostra prossimità, siate attenti alle vostre borse e tasche: vi sembra normale messaggiare col telefono cellulare, mentre con lo stesso, contemporaneamente, ascoltate musica con le cuffiette?

5. LE PERSONE INTORNO A VOI: se, prima di uscire da un negozio, avete l’impressione che qualche personaggio non di vostro gradimento stia ronzando intorno alla vostra automobile, non siate timidi: chiedete ad un commesso di accompagnarvi all’automobile ed attendere finché non siete ripartiti per la vostra destinazione: a volte, anche solo la presenza di un secondo soggetto, può destabilizzare i piani di un malintenzionato;

6. FIDARSI E’ BENE, NON FIDARSI E’ MEGLIO: ricordate che uno stratagemma utilizzato per compiere diversi tipi di reato è la distrazione provocata da un complice che ispira fiducia: specialmente nei periodi di shopping, siate ben focalizzati sulla vostra direzione ed il disingaggio con soggetti sconosciuti che mostrano eccessiva cortesia (cd. ancoraggio di fiducia).

A cura del Dr. Marco Castrovillari

“Spirito Guerriero, la prima scuola di Arti Marziali a Roma Nord, propone più di 15 differenti corsi per tutte le età, potendo scegliere anche lezioni private e piccoli corsi in orari e giorni da concordare.

La Difesa personale è un ambito di applicazione e studio delle tecniche specifico e molto diverso come preparazione e obiettivi rispetto ai classici corsi di Kick Boxing o Pugilato.

La nostra Difesa Personale tratta di prevenzione, strategie, tecniche e preparazione atletica per affrontare uno scontro da strada dove non ci sono guantoni nè arbitri.”

“Arma letale”, non è un film

Quando si parla di armi legate a un evento di minaccia e/o aggressione, ci si riferisce spesso a pistole e coltelli.

Tuttavia, al fine di eludere controlli di sicurezza effettuati con l’ausilio di metal detector per la gestione accessi, c’è chi ha imparato a “creare” armi ricavandole da oggetti di plastica e legno di uso comune: per esempio spazzolini o cucchiai (vedi foto, ndr).

Siffatti oggetti, pienamente in grado di essere letali, hanno anche un’altra utilità dal punto di vista di un criminale: sono più facilmente occultabili in caso di perquisizione  e, in certi casi, non possono essere agevolmente ritenuti mezzi diretti d’offesa (si pensi ad un cucchiaio).


A nulla varrebbe quanto appena detto, se non si menzionasse l’argomento relativo al “dove” queste armi vengono occultate al fine di poterne trarne il più rapido vantaggio: sì, perché un criminale sa che uno dei fattori principali, dopo l’occultamento dell’arma è la rapidità con la quale egli riuscirà ad accedervi e a consumare la minaccia e/o aggressione che si prefigura.

[continua a leggere]

 

Nella difesa personale nulla è garantito, tuttavia esistono degli indicatori comportamentali in base ai quali possiamo/dobbiamo alzare il livello di attenzione rispetto a un possibile pericolo.
Ai fini del presente articolo e rispetto ad un certo scenario valutato caso per caso, possiamo ritenere degno di attenta osservazione il comportamento di una persona quando:

  1. Si tocca periodicamente nello stesso punto come ad assicurarsi che l’arma sia ancora lì;

  2. Si sistema la cinta dei pantaloni più volte, facendo oscillare gli stessi verso il basso e poi verso l’alto;

  3. Indossando una giacca, uno dei due arti (braccia) sembra essere visibilmente più teso e “meccanico” dell’altro (nella manica potrebbe nascondersi qualcosa).

Precisiamo che questi sono solamente degli esempi e, come sempre, vanno valutati in base ad un contesto preciso.

Articolo a cura del Dr. Marco Castrovillari

 

 

 

 

Le 3 S nella Difesa Personale, che dovresti conoscere

LA “REGOLA DELLE TRE S”

La difesa personale è intelligenza applicata con una stilla di sapienza. Anche un criminale potrebbe essere dotato di una spiccata intelligenza, tuttavia agire con sapienza (dal latino sapere: dare sapore, avere gusto) può fare la differenza, poiché, nell’ambito della difesa personale, significa avere la capacità di valutare l’opportunità di fare o non fare (assumendosene le responsabilità).

Nell’ampio e nutrito orizzonte della prevenzione nella difesa personale, ci sono tre semplici e generali regole, il rispetto delle quali può aiutare ad evitare il verificarsi un’ evento di violenza nelle sue varie specificazioni.

Ci si dovrebbe abituare a:

  1. evitare luoghi scomodi;

  2. tenersi alla larga da persone “sciocche”;

  3. non fare cose “stupide” (o non esserne coinvolti).

1. EVITARE LUOGHI SCOMODI

Per luoghi scomodi, si intendono ambiti spaziali determinati: un parcheggio commerciale (si pensi a quello dei centri commerciali), una discoteca, un luogo pubblico (es.: una piazza, una strada, un giardino pubblico), un luogo aperto al pubblico (es.: discoteca, bar, cinema, pub…), una località etc… .

Nessuno dei luoghi citati è di per sé scomodo, dunque è bene dare una qualificazione a tale aggettivazione. Ai fini della prevenzione nella difesa personale, riteniamo tale, uno spazio che per la sua natura e per lo stato attuale nel quale ci troviamo (in compagnia di una persona anziana oppure, sprovvisti di un mezzo di trasporto o anche, senza un telefono cellulare, di notte o di giorno etc..) non assolve alla funzione di essere un luogo da noi ritenuto potenzialmente sicuro.

2. TENERSI ALLA LARGA DA PERSONE “SCIOCCHE”

Generalmente, viene ritenuta sciocca una persona che manca di prudenza, buon senso e che è irriflessiva. E’ una nostra scelta, e di conseguenza una nostra futura possibile (co)responsabilità, accompagnarci a siffatte persone subendone passivamente gli eventuali effetti. Un esempio di scuola, è il classico dell’amico (di natura collerica o costantemente in preda ai propri umori) che per futili motivi inizia un diverbio senza saperlo minimamente gestire e disattivare. Quando la rabbia è passata, ciò che rimane possono essere le conseguenze di ciò che si è fatto od omesso di fare. Per strada, ad esempio, in un contesto urbano è molto pericoloso anche il solo attivare un diverbio: ancora peggio è alimentarlo. L’atteggiamento, anche di una sola persona, se non funzionale al ripristino di una situazione pacifica può portare verso scenari dall’epilogo non felice.

3. NON FARE COSE “STUPIDE” (O NON ESSERNE COINVOLTI)

Ci sono persone che con il loro agire possono danneggiare se stesse mentre producono un vantaggio per qualcun altro, altre che -quindi- agiscono in modo da trarne vantaggio per danneggiare gli altri. In siffatto gioco di ruoli, la “scintilla” è attivata dall’aver fatto o non fatto qualcosa di neanche minimamente aderente ai canoni del buon senso.

Bisogna essere consapevoli del fatto che, a volte, anche le azioni od omissioni di certi individui possono coinvolgerci in prima persona in eventi pericolosi o potenzialmente tali.

Ai fini della prevenzione nella difesa personale, può dirsi fare una cosa “stupida”: non avere già le chiavi in mano prima di raggiungere l’automobile posteggiata in un dato parcheggio commerciale o pubblico, pubblicare foto sui social networks senza tenere presente l’importanza della privacy (geo-localizzazione oppure informare tante persone della propria assenza da casa), non tenere d’occhio il proprio drink (in luoghi di festa e svago, potrebbe accadere che  qualcuno  possa farci scivolare un sedativo, ad esempio) etc… .

Non essendo una procedura di calcolo matematico, soprattutto nella difesa personale, nulla è garantito: tuttavia, è meglio seguire una serie di consigli che possono “vendere cara la pelle”, piuttosto che lasciare le cose al caos… .

Articolo 1. “Se uno ti vuole accoppare lo fa e basta”

Questa è una frase pronunciata da un ragazzo di una scuola romana che partecipava per la prima volta ad una nostra lezione di Difesa Personale.

Prevenire è meglio che difendersi?

Oppure, prevenire è già una forma di difesa?

Ci troviamo davanti a domande aperte, che devono fare i conti con la società di riferimento e la percezione di un possibile pericoloin un preciso momento storico.

Se ponessimo le domande di cui sopra a delle persone residenti in Israele, potrebbero rispondere diversamente da cittadini residenti a Copenaghen: due realtà profondamente diverse, innegabilmente influenzate da stili di vita e percezioni del pericolo differenti.

Quindi, come spesso accade per molti temi, cerchiamo di essere ragionevoli e riferirci al contesto italiano in questo preciso momento storico: non siamo in stato di guerra, tuttavia possiamo ritenere che la percezione del pericolo (a causa dell’attitudine di un evento a essere trasformato in notizia se segue la consuetudinaria linea bad news is a good news etc…) non sia certo ai minimi livelli. A ciò, aggiungiamo che la percezione è influenzata dalla nostra mente e dalla rappresentazione che abbiamo del mondo (parleremo di angoscia, paura e dell’essere guardinghi).

Secondo noi la prevenzione nella difesa personale, va qualificata come l’insieme di quelle nozioni e piccoli accorgimenti che hanno come obiettivo lo scongiurare od il sottrarsi ad un evento pericoloso o dannoso in termini di violenza fisica e, talune volte, anche verbale.

La pietra angolare di tutto il filone sulla prevenzione, è  che nulla è garantito.

Giocare col fuoco è pericoloso: ciò è palese, eppure molta gente ancora oggi è vittima del fuoco a seguito di condotte negligenti.

Se vi fosse la formula matematica per evitare che si consumi alcun tipo di violenza, sarebbe un mondo perfetto e, ovviamente, non vi sarebbe alcun bisogno di scrivere su questo argomento: la difesa personale non è scienza esatta.

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